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Filippi
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Contents
• Storia
• Note
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Storia
Epoca macedone ed ellenistica
Fondazione macedone
Filippi sorge sul sito dell'antica città di Crenides (in greco antico: Κρηνίδες, mwhgKrēnides), una mwhwcolonia fondata dall'isola di mwiaTaso. Minacciati dalle costanti incursioni delle popolazioni mwiqtracie, gli abitanti di Crenides sollecitarono l'intervento di mwigFilippo IIcite-ref-1[1]. Nel 356 a.C., il re macedone occupò e rifondò la città, dandole il proprio nome: Filippicite-ref-2[2]. Questa scelta rappresentò un'importante innovazione nel mondo greco, poiché fu uno dei primi casi in cui una città veniva intitolata a un sovrano ancora in vita, inaugurando una pratica che sarebbe divenuta comune durante l'mwkwetà ellenistica. Secondo l'ipotesi più accreditata, il nome plurale mwlaPhilippoi suggerisce che la nuova città sia sorta attraverso un processo di mwlqsinecismo, ovvero l'unione di Crenides con altri villaggi circostanticite-ref-3[3].
Importanza economica e strategica
La città assunse fin da subito un ruolo cruciale per il regno macedone per due ragioni principali:
• Posizione strategica: Filippi era situata in un passaggio obbligato lungo la principale via di comunicazione che collegava la Macedonia all'Asia (la futura mwpqVia Egnatia). La strada, stretta tra le pendici di una montagna e una palude, era costretta ad attraversare le mura della città. Questo conferiva a Filippi il controllo totale del traffico militare e commerciale lungo questa direttrice fondamentalecite-ref-5[5].
Status
Vari elementi concorrono nell'evidenziare il fatto che la città non fu incorporata all'interno del regno macedone: le coniazioni autonome, l'uso dell'etnico e il calendario, mostrano che la città rimase fuori dai confini del regno e che godette di uno status differente rispetto alle altre.
Monetazione autonoma
Filippi continuò a battere moneta propria in oro, argento e bronzo, come dimostra la legenda Φιλίππων (Philippōn) incisa su di essecite-ref-6[6]. I disegni riprendevano quelli delle precedenti monete di Crenides (a loro volta derivati da Taso), con la testa di mwsgEracle sul dritto e il tripode di mwswApollo sul versocite-ref-7[7]. La città utilizzava sia questa monetazione locale sia quella reale macedone coniata a Pella e Anfipoli. Sebbene la presenza del tripode su alcune monete reali avesse fatto ipotizzare l'esistenza di una zecca reale a Filippi, lo storico Georges Le Rider ha smentito questa teoria, suggerendo piuttosto che Filippo II abbia occasionalmente incaricato la zecca civica di Filippi di produrre monete per la coronacite-ref-8[8]. La valuta locale circolò ampiamente fino alla fine del IV secolo a.C., quando fu progressivamente sostituita da quella realecite-ref-9[9].
Uso dell'etnico
Un altro elemento distintivo è l'uso dell'mwwgetnico. I cittadini di Filippi erano identificati esclusivamente come Φιλιππεύς/Φιλιππεῖς (mwwwPhilippeus/Philippeis), e mai come Macedoni. Questo li differenziava dai cittadini di altre città macedoni, che nelle iscrizioni potevano essere indicati sia con l'etnico locale sia come Μακεδών (Makedōn)cite-ref-10[10]. L'unica apparente eccezione è una testimonianza tarda di mwyaPlinio, che definisce "Macedo" l'autore Marsia di Filippicite-ref-11[11].
Calendario non macedone
Infine, la scoperta di atti di vendita della hierokerykeia databili alla fine del IV secolo a.C. testimonia che Filippi non utilizzava il calendario macedone, bensì uno basato sul culto dei Dodici Deicite-ref-12[12], utilizzato in seguito anche in altre fondazioni reali come Cassandrea e Demetriade. Significativamente, Filippi e, in seguito, le altre fondazioni reali adottarono questo calendario proprio mentre un'altra importante città, mwawAnfipoli, lo stava abbandonando. Ciò sottolinea ulteriormente lo status speciale di Filippi come territorio non direttamente incorporato nel regno.
Dalla conquista romana in poi
Nell'ottobre del mwbg42 a.C. fu teatro della famosa mwbwbattaglia di Filippi, decisiva per le truppe di mwcaOttaviano e mwcqAntonio contro quelle degli uccisori di mwcgGiulio Cesare, mwcwBruto e mwdaCassio, che furono sconfitti; Ottaviano, divenuto successivamente Augusto, la elevò al rango di colonia.
La città di Filippi ebbe un notevole ruolo nei primi secoli del mwdgCristianesimo; essa fu la prima città d'mwdwEuropa ad essere evangelizzata da mweasan Paolo, che alla comunità di Filippi indirizzò una delle sue epistole, la mweqlettera ai Filippesi; anche mwegsant'Ignazio di Antiochia e mwewsan Policarpo di Smirne indirizzarono alla chiesa locale alcuni dei loro scritticite-ref-13[13].
Fu un centro importante anche in epoca mwgqbizantina; fu occupata dai mwggmwgwLatini durante la mwhaIV crociata e fu in seguito abbandonata.
Attualmente il sito è registrato nella lista del patrimonio dell'umanità (UNESCO, 2016).
Ci rivedremo a Filippi
(greco antico)
«[…] Ὄψει δέ με περὶ Φιλίππους.»
(italiano)
«[…] E mi vedrai presso Filippi.»
(Plutarco, Vita di Bruto, 36, 4)
(inglese)
«
Ghost.
To tell thee thou shalt see me at Philippi.»
(italiano)
«
Spett.
Dirti che mi rivedrai a Filippi.»
(William Shakespeare, Giulio Cesare, Atto IV)
L'espressione popolare "ci rivedremo a Filippi" è usata per significare che prima o poi si arriverà alla resa dei conti e mwigpresagio di avverso mwiwdestino; deriva dalle mwjamwjqVite parallele di mwjgPlutarco e successivamente ripresa letterariamente nel IV atto del mwjwmwkaGiulio Cesare di mwkqWilliam Shakespeare laddove il fantasma di Giulio Cesare apparso a Bruto si rivolge con quelle parole, presagio della futura sconfitta, alle quali Bruto risponde "là ti rivedrò".
Note
cite-note-11. ↑ mwmaStefano di Bisanzio, mwmqEthnika, s.v. "Φίλιπποι"
cite-note-22. ↑ mwnqDiodoro Siculo, mwngBiblioteca storica, 16. 8. 6; mwnwAppiano, mwoaLe guerre civili, 4. 13. 105.
cite-note-44. ↑ mwrqDiodoro Siculo, mwrgBiblioteca storica, 18. 8.
cite-note-66. ↑ mwuamwuqCollart 1937,mwug pag. 162; mwuwmwvaPapazoglou 1988,mwvq pag. 406; mwvgmwvwKoukouli-Chrysanthaki 2011,mwwa pag. 440
cite-note-77. ↑ mwxamwxqKoukouli-Chrysanthaki 2011,mwxg pag. 441
cite-note-88. ↑ mwygmwywLe Rider 1996,mwza pag. 28
cite-note-99. ↑ mw0amw0qCollart 1937,mw0g pag. 164
cite-note-1010. ↑ mw1gmw1wTataki 1998,mw2a pag. 163-167
cite-note-1111. ↑ mw3aPlinio il Vecchio, mw3qNaturalis historia, 1. 12. 13.
cite-note-1212. ↑ mw4qmw4gHatzopoulos 1993,mw4w pag. 332
cite-note-1313. ↑ «FILIPPI». In: mw5wGaetano Moroni, mw6amw6qDizionario di erudizione storico-ecclesiastica, Vol. XXIV, pp. 273-4 (mw6gon-line)
Bibliografia
• mw7gArgyro Tataki, Macedonians Abroad. A Contribution to the Prosopography of Ancient Macedonia, Athénes, 1998.
• mw8aChaido Koukouli-Chrysanthaki, Philippes, in Brill's Companion to Ancient Macedon: Studies in the Archaeology and History of Macedon, 650 BC–300 AD, 2011, pp. 437-452.
• mw8gFanoula Papazoglou, Les Villes de Macédoine à l'époque romaine, Athénes, 1988.
• mw9aGeorge Le Rider, Monna͘yge et finances de Philippe II. un état de la question, Athénes, 1996.
• mw9gMichael Seve, De la naissance à la mort d'une ville: Philippes en Macédoine (IVe siècle av. J.-C.-VIIe siècle ap. J.-C.), in Histoire urbaine, vol. 1, n. 1, 2000, pp. 187-204.
• mw-aMiltiades Hatzopoulos, Décret pour un bienfaiteur de la cité de Philippe, in Bulletin de correspondance hellénique, vol. 117, 1993, pp. 315-326.
• mw-gMiltiades Hatzopoulos, Philippes, πόλις ἑλληνὶς Μακεδόνων κτίσμα, in Bulletin de correspondance hellénique suppl., vol. 55, 2016, pp. 97-112.
• mw-aPaul Collart, Philippes, ville de Macédoine, depuis ses origines à la fin de l'époque romaine, Paris, 1937.
Voci correlate
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Collegamenti esterni
• citereftreccani-itFilippi, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefenciclopedia-italianaDoro Levi e Giulio Giannelli, FILIPPI, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1932.
• citerefdizionario-di-storiaFilippi, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
• citerefsapere-itFilippi, su sapere.it, De Agostini.
• citerefenciclopedia-dell-arte-antica-1994M. Sève e G. Gounaris, FILIPPI, in Enciclopedia dell'Arte Antica, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1994.
• citerefenciclopedia-dell-arte-antica-1973S. Pelekanidis, FILIPPI, in Enciclopedia dell'Arte Antica, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1973.
• citerefenciclopedia-dell-arte-antica-1960L. Vlad Borrelli, FILIPPI, in Enciclopedia dell'Arte Antica, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1960.
• citerefbritannica-com(EN) Philippi, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefenciclopedia-dantescaFilippi, in Enciclopedia dantesca, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1970.
• mwaqsFilippi, su treccani.it.